Criteri per l'immagazzinamento e il trasporto dei vaccini

Negli anni scorsi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un paio di guide per l’immagazzinamento e il trasporto di prodotti farmaceutici sensibili alla temperatura e per la qualifica delle aree a temperatura controllata (scaricabili qui sotto).

Da un punto di vista tecnico e scientifico le guide sono molto precise e dettagliate; per chi ha la responsabilità di gestire la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 sono un ottimo punto di partenza per definire delle procedure che garantiscano il mantenimento della Catena del Freddo e quindi l’efficacia dei vaccini.

Per i dettagli tecnici si rimanda alla lettura dei documenti, ci si limita qui a commentare che i gazebo con il simbolo della primula che il Governo ha deciso di adottare come punti di somministrazione dei vaccini sono sicuramente affascinanti da un punto di vista simbolico, ma assolutamente contrari ai principi indicati dall’OMS.

Giusto per indicarne alcuni, si richiede che:

  • Gli ambienti siano protetti dagli agenti atmosferici estremi, si utilizza invece una tensostruttura su una piazza pubblica che può facilmente allagarsi per un semplice temporale.
  • Le porte di accesso per i veicoli che consegnano il prodotto siano di grandezza adeguata per svolgere in sicurezza e velocemente l’attività, aspetto che poco si concilia con una struttura provvisoria.
  • Ci sia una protezione perimetrale adeguata per proteggere l’ambiente dai furti o dai vandalismi, praticamente impossibile a meno di non impiegare l’esercito 24 ore al giorno.
  • L’ambiente sia mantenuto pulito, cosa estremamente difficile se in mezzo a una piazza pubblica.
  • L’ambiente sia protetto dagli sbalzi e dagli eccessi di temperatura, requisito che si può ottenere solamente con impianti di climatizzazione estremamente potenti (costosi e inquinanti).
  • L’ambiente sia essere progettato per minimizzare il consumo di energia elettrica o altre fonti di carburante: vedi sopra.
  • I materiali utilizzati siano robusti, facili da pulire e tali da garantire una bassa manutenzione nel tempo, caratteristica non certo propria delle tensostrutture.
  • Il locale sia costruito per ridurre al minimo i nascondigli e i luoghi di nidificazione per i parassiti, impossibile da ottenere con un pavimento, probabilmente il legno, appoggiato sul suolo pubblico.

Si potrebbe andare avanti ancora per dimostrare quanto sia inadeguata la soluzione dei gazebo, in particolare perché sono ambienti dove è estremamente difficile garantire la Catena del Freddo, requisito essenziale per la conservazione dei vaccini.

Anche questa volta i membri del Governo, il Commissario Straordinario e i membri del Comitato Tecnico Scientifico hanno dimostrato di non essere adeguati allo scopo a cui sono stati chiamati; le loro competenze, magari molto alte in singoli campi, non coprono adeguatamente quelle necessarie per affrontare la pandemia nel suo complesso.

In questo caso, però, non era nemmeno necessario avere grandi conoscenze, sarebbe stato sufficiente leggere i documenti dell’OMS per rendersi conto che i gazebo con il simbolo della Primula sono un’ottima scelta di marketing, ma una colossale stupidaggine dal punto di vista scientifico. 

Le idee generali e la grande presunzione sono sempre in procinto di provocare terribili disastri

Johann Wolfgang von Goethe (1749 – 1832)

World Health Organization – WHO Technical Report Series, No.961, annex 9 – Model guidance for the storage and transport of time and temperature sensitive pharmaceutical products – 2011

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World Health Organization – Technical supplement to WHO Technical Report Series, No.961 Qualification of temperature-controlled storage areas – 2015

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